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Archive for febbraio 2013

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“E’ rischioso dare la propria testimonianza, perché è assai difficile, parlare di sé senza annoiare, senza pronunciare parole che rimangono inascoltate.
Questo accade anche quando c’è da parlare di un viaggio straordinario, in cui ho visto situazioni che non pensavo potessero esistere, in cui ho conosciuto persone non comuni come padre Rick e la sua infaticabile abnegazione, in cui ho visto una società fatta di slums e di povertà estrema, dove tuttavia una ineffabile energia vitale e positiva rende sopportabile tutto questo e per certi versi affascinante.
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Potrei raccontare dei progetti che ho visto realizzati, funzionare e conseguire l’obiettivo di aiuto e riscatto; ma so già che chi mi dovesse leggere o ascoltare recepirebbe di un’opera buona come ce ne sono tante, altrettanto meritevoli (e questo è vero), rimarrebbe cioè nella percezione di un mondo lontano, non solo perché dall’altra parte del mondo, ma lontano dal proprio sentire, dal proprio coinvolgimento, e qualcuno potrebbe anche pensare: “vogliono sempre soldi”.
Eppure io ho da dire che quando ho chiesto alla Fondazione Francesca Rava di attivare un’adozione a distanza per un bambino di Haiti, mi è stato detto che al momento non era possibile, perché all’indomani del terremoto e per molti mesi, le adozioni sono state sospese, il caos era enorme, il censimento dei bambini impossibile, le priorità altre, non è stata sfruttata l’onda emotiva che avrebbe permesso il reclutamento di un elevato numero di padrini/madrine senza però assicurare quella serietà e responsabilità del lavoro che c’è dietro ogni adozione a distanza, sia pure con tutti i limiti che una tale attività comporta.

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Ma non posso non raccontare, ciò che ho ricevuto dall’incontro con la mia “figlioccia” che improvvisamente non era più la ricevuta del bonifico mensile, ma due grandi occhi, pieni di curiosità, paura, malinconia e speranze; eravamo due persone in qualche modo legate come se ci fossimo sempre conosciute e volute bene.
Alla fine di quella giornata e ancora oggi, credo di avere ricevuto così tanto in termine di emozione e, lasciatemelo dire, di sentimento, che tra le due, chi ha ricevuto di più sono io, perché ho ricevuto qualcosa che vale tanto, tanto di più dell’importo mensile da bonificare, che è meno di un caffé al giorno.
Anche se la magia di quell’incontro non si ripetesse mai più, anche se, come accadrà, un giorno ci perderemo di vista, chi tra le due ha da dire grazie, quella sono io.
E’ vero che nel mio infinitesimamente piccolo, contribuisco alla sua istruzione, alla sua crescita, al mantenimento della struttura, è tutto vero e appagante, ma dopo il viaggio in Haiti, questa convinzione si è ridimensionata, ha giustamente e per fortuna perso valore, lasciando il posto ad un rapporto non univoco ma di reciprocità.

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Per questo posso affermare che ne è valsa davvero la pena, attendere, perseverare e continuare nel tempo la mia adozione, guai non l’avessi fatto, avrei perso una grande opportunità.
Opportunità, che purtroppo origina dall’irrazionale ingiustizia umana, che rende alcuni popoli bisognosi di tutto, quando ci sarebbero risorse, per cui nessuno avrebbe bisogno di nulla.
Ma la vita, nel suo misterioso dispiegarsi, sa rigenerare, anche nel degrado, anche nell’ingiustizia più profonda, angoli di solidarietà e di amore, che nonostante tutto è meraviglioso vivere”

Ci sono tanti bambini nelle Case N.P.H. di Haiti che sono in attesa di un padrino o di una madrina! Aiutaci
e passaparola!
Per informazioni sull’adozione a distanza Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus Telefono: 02/54122917 – email: padrini@nph-italia.org

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“Sono arrivato qui a Casa Padre Wasson in Nicaragua il 1 ° marzo del 2012 e ora mancano meno di due mesi al mio ritorno in Italia. Sin dai primi giorni ho avuto la possibilità di essere coinvolto in tutte le attività della Casa, considerando che la Pasqua e la Settimana Santa si stavano avvicinando e con loro l’anniversario di NPH Nicaragua.
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Il mio lavoro come responsabile della comunicazione mi ha dato la possibilità di conoscere a fondo ogni persona della Casa, dai dipendenti dell’ufficio ai Direttori agli assistenti, e ovviamente, i bambini. La vita come volontario non è solo giocare con loro. Si tratta di affrontare un ambiente culturale completamente diverso e problemi di comunicazione, dare senza aspettarsi nulla in ritorno ed essere semplicemente grati quando quel ritorno arriva, vivere con i bambini, mangiare lo stesso semplice cibo, lavare a mano i vestiti.
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Sono stato assegnato come “padrino” a Casa San Jose una casa con bambini dagli 11 ai 15 anni, che mi hanno aiutato molto, coinvolgendomi nelle attività, raccontandomi le loro storie e dandomi la possibilità di abituarmi senza problemi a questo grande cambiamento. La parte più emozionante e gratificante dell’esperienza qui in NPH è il tempo trascorso con loro e con gli altri 300 bambini della Casa. Se qualcuno mi dovesse chiedere quale è stato il momento più toccante del mio anno in Nicaragua risponderei senza dubbio: il mio compleanno. Il 19 settembre tutti i ragazzi della mia casa sono venuti all’interno della mia stanza svegliandomi con un mananita (una serenata cantata e che sostituisce la sveglia nei giorni degli eventi speciali) .
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A quel punto ero già più che felice per il fatto che si fossero ricordati del mio compleanno, ma nella serata hanno anche organizzato una grande festa a sorpresa con dolci, piñatas (la Piñata è una pentola di terracotta piena di dolci, biscotti, frutta, dipinta e adorna di figure colorate. I bambini si pongono in cerchio tenendosi per mano; uno di loro, con gli occhi bendati, cerca con un bastone di rompere la “piñata” che altri due bambini fanno dondolare con una corda, finché il bambino bendato riesce a romperla e tutti si precipitano a raccogliere i dolciumi) e naturalmente e qualche uovo rotto sulla mia testa, come è tradizione qui in Nicaragua. E’ stato davvero un momento speciale.
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Non dimenticherò mai le persone che ho incontrato e il bellissimo paese in cui ho avuto la possibilità di vivere e viaggiare. Sono sicuro che in futuro tornerò di nuovo in Nicaragua e alla Casa N.P.H.”

Stefano

Ci sono tanti bambini nella Casa N.P.H. Nicaragua che sono in attesa di un padrino o di una madrina! Aiutaci e passaparola!
Per informazioni sull’adozione a distanza Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus Telefono: 02/54122917 – email: padrini@nph-italia.org

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