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Archive for agosto 2013

Il gruppo di volontari italiani partito a fine luglio per svolgere un campus di lavoro presso la Casa NPH Honduras è da poco rientrato in Italia. Tante sono state le emozioni provate nei giorni di permanenza presso il Rancho Santa Fè che hanno voluto condividere con noi:

Le due settimane di volontariato presso il rancho Santa Fè sono trascorse velocemente, tra i sorrisi e gli abbracci dei bambini, le feste tutti riuniti attorno al falò a far abbrustolire marshmallow sotto un tetto di stelle; tra partite di calcio (solo per qualcuna particolarmente allenata!) e raccolti di frutta, verdura e uova; pranzi a base di  tortillias e fagioli hondureni e pizza italiana, le ninna nanne la sera per far addormentare i bambini… e poi le lacrime, le risate e l’amicizia!

Chiara, coordinatrice dei volontari per la Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus

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Gaia, 15 anni, raccoglie le uova nella fattoria della Casa NPH

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Laura, 13 anni e Gaia insieme ad alcuni ragazzi accolti nel Rancho durante una delle tante serata trascorse all’aperto

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Le volontarie con alcuni dei bambini della Casa NPH

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Sabrina al lavoro nelle coltivazioni situate all’interno della Casa Orfanotrofio

E’ stata un’esperienza vissuta con una semplicità e serenità senza precedenti nella mia vita. Stando lì ho capito quello che tutti i bambini dovrebbero ricevere e meritarsi, qualsiasi sia la cultura e il contesto sociale in cui vivono: l’essere ascoltati e valorizzati per quelli che sono, l’essere visti, accolti e stimati in quanto bambini e non, come purtroppo sempre di più accade nelle cosidette società moderna, essere abituati a ricevere per lo più beni materiali, piuttosto che venire toccati al cuore.  Nella casa NPH ho visto  bambini che insegnano a potersi riscattare nella vita attraverso il Bene che ognuno di loro riceve e che riesce a donare incondizionatamente.

Laura, per tutti Lolly

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Non avevo idea di cosa aspettarmi. E’ stata una sorpresa decisamente incredibile, vissuta in mezzo ai bambini a dir poco speciali (ognuno con le sue particolarità)…già molto provati ma con un grande capacità di amare e aprirsi agli altri, di essere postivi e altruisti con il poco che hanno. Mi hanno insegnato molto e mi sono sentita veramente parte della famiglia. Li porto nel mio cuore

Tiziana

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Quello che questa esperienza mi ha lasciato è come un arcobaleno… differenti sensazioni… intense… diverse: gioia, dolore, tristezza, felicità, serenità, amore… c’è un termine che indica tutto: “compartir” (condivididere)…e così i bambini dentro al Rancho Santa Fè hanno condiviso con noi tutto il loro essere, il loro prendere affetto ed il loro dare. Il loro codividere. Ho lasciato là un pezzetto del mio cuore e credo di avere portato via con me qualche loro grande valore che custodisco profondamente.”

Sabrina

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Anche Gaia e Laura, le due volontarie più piccole, ci hanno mandato il loro ricordo di questa esperienza:

Spiazzante. Se devo trovare un aggettivo per la mia esperienza in Honduras questo è quello che mi viene in mente per primo. Quando sono tornata mi sono resa conto di vedere le cose in un modo diverso, di avere un diverso punto di vista su tutto e di sentirmi addosso un’energia completamente nuova. Nella casa NPH mi sono davvero sentita bene, forse come non lo ero mai stata prima.”

Gaia

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Appena ho messo piede fuori dall’aereo, a Tegucicalpa, sapevo perfettamente cosa aspettarmi. Se devo essere onesta ero consapevole delle disastrose condizioni di vita della gente lì. Nella mia mente mi ero immaginata molte volte il posto, sapevo ci sarebbero state case fatte di “spazzatura”, gente che non aveva cibo o soldi a sufficienza, per non parlare della pericolosità di quel posto in fatto di droga e omicidi.
Infatti, nonostante le mie aspettative fossero ben chiare, e corrette, mentre ero in macchina per arrivare al Rancho, mi guardavo attorno e continuavo a provare profondi sensi di colpa, e pensavo: “Per me questa è solo un’avventura, per quelle persone è la dura vita reale”.
Nonostante tutto, vedevo i bambini che sorridevano o che si divertivano semplicemente a giocare “a palla” con un semplice pezzo di plastica trovato lì nei dintorni ( dato che si tratta di pura discarica il luogo in cui vivono).
Arrivata al Rancho invece la primissima cosa che ho notato è il sorriso con cui i bambini ci hanno accolto. È sicuramente la cosa che mi ha stupita di più di quest’esperienza: la felicità e allegria di quei bambini, nonostante vivano senza i loro genitori e già dalla prima età lavorino come fossero adulti, cosa che da noi non si vedrebbe neanche in sogno.

Un giorno una bambina mi ha chiesto: ” Ma tu ce l’hai una mamma?” Poi il giorno dopo una bambina ha chiesto ad un’altra: ” Ma la tua mamma dov’è?”
E l’altra bimba ha risposto: “È su nel cielo che mi guarda”.
Ogni volta che sentivo una frase o conversazione del genere mi si apriva il cuore, e pensavo con quanta maturità delle bambine di circa 6 anni affrontavano discorsi del genere.
Questi bambini mi hanno fatto capire i veri valori della vita, che nel “nostro mondo” sono ormai stati seppelliti dall’odio, dai pregiudizi, dall’infedeltà, dall’ignoranza e dall’imbroglio.
Tutti sono convinti che, solo a seguito di sgradevoli avvenimenti, tutte le persone di paesi come questo, siano ladri o quant’altro, e non hanno tutti i torti, perchè la gente così purtroppo esiste,  ma non per questo tutti gli altri devono essere giudicati negativamente.
Quando ero al Rancho, se capitava che mi cadesse dalla tasca una banconota o qualcosa del genere, e un bambino la trovava, mi correva dietro dicendo “Ehi! Guarda che ti sono caduti dei soldi!” Questa si chiama onestà.
Un gesto del genere, un bambino che vive dalle nostre parti, pur essendo molto più fortunato economicamente, non lo farebbe mai, non gli verrebbe neanche in mente.
L’unica cosa che quei bimbi mi hanno rubato è una grande parte del mio cuore.
Quindi, per riassumere il tutto, mi basta dire che quest’esperienza ha cambiato il mio modo di pensare, mi ha fatto capire la fortuna che ho.
E se qualcuno dovesse chiedermi di descrivere quest’avventure con una parola, per me la risposta sarebbe semplicissima: ‘indescrivibile‘.”

Laura

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Chiara del Miglio, coordinatrice dei volontari per la Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus, è partita ad inizio agosto con un gruppo di volontari italiani per il primo campus di lavoro nella Casa N.P.H. Honduras. I campus di lavorano sono nati nell’ambito del progettoDiamoci una mano, prendendoci per mano“, un programma che vuole venire incontro a tutte le persone che desiderano svolgere un’attività di volontariato di breve periodo dando una mano ai migliaia di bambini accolti presso le case N.P.H.

Ecco il suo diario di bordo dalla Casa N.P.H:

2 agosto, 1° Giorno

Siamo arrivati in Honduras ieri; il viaggio è stato lungo ma siamo tutti molto emozionati per quello che ci aspetterà. La Casa è inimmaginabile, l’impressione di tutti è stata di incredulità, nessuno si immaginava un posto così grande e “organizzato”, come dice Gaia, la giovane volontaria di 15 anni che è partita con noi e che ieri sera è rimasta molto colpita dopo aver visto quanto i bimbi piccoli sono già autonomi: mangiano da soli, sparecchiano e si lavano autonamente.
Tutti sono rimasti entusiasti dalla cena con i bimbi e soprattutto dal momento della “messa a letto”: eravamo nella baby house e abbiamo aiutato le tias (le zie), le signore che si prendono cura dei bambini nelle case orfanotrofio NPH, a metterli a letto. Ogni sera stanno con i bambini a coccolarli fin quando non si addormentano e così abbiamo fatto anche noi ieri; ci sono dellle sedie a dondolo e alcuni bambini chiedono se possono essere cullati, accompagnati nei loro lettini, altri chiedono ai volontari di sdraiarsi con loro e raccontargli una storia…è un momento magico!
 
Chiara con il gruppo di volontarie partite per l'Honduras.

Chiara con il gruppo di volontarie partite per l’Honduras.

Oggi siamo state nella Casa dei bambini disabili de Los Angeles, dove abbiamo incontrato anche Andrea C., giunto in Honduras nei giorni scorsi per mettere a punto con Kenia  e Norma il nuovo sistema nutrizonale speciale donato da Nutricia,che consenitrà ai bimbi disabili di ricevere i nutrienti giusti nei tempi giusti. Casa de Los Angeles è bellissima, sembra quasi di stare a Kay St Germain, la casa per bambini disabili in Haiti; respiri lo stesso amore e la stessa serenità, nonostante i gravi problemi fisici e neurologici dei bambini.

Nel pomeriggio abbiamo continuato il giro del Rancho Santa Fé e ho visto e scoperto tantissime cose nuove: ad esempio, all’interno del Rancho hanno due vere e proprie sale chirurgiche, dove si eseguono operazioni in day hospital (nel frattempo stanno realizzando un nuovo ospedale più grande che avrà fino a dieci posti letto per permettere di fare qualsiasi operazione).

Qui i bimbi sono tutti felici e lo si percepisce. Le volontarie italiane sono contente e molto carine. Da domani inizieremo a lavorare e domenica ci sarà anche il “dia de visita” delle famiglie, una giornata molto importante.

 
 
Anche Laura e Gaia, due liceali milanesi di 14 anni partite per il campus di lavoro sono rimaste molto colpite dalla realtà della Casa NPH:
 
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LAURA: Qui stiamo benissimo, ieri è stato stupendo! Siamo arrivati e abbiamo fatto un giro per il posto: ENORME! Poi abbiamo sistemato la cose e siamo andate a vedere le “classi”, la casa degli anziani, la casa dei bambini portatori di handicap e la casa dei bebé. Erano troppo carini! Siamo state lì mentre cenavano. All’inizio hanno pregato, poi si sono messi tutti per terra in cerchio, ognuno col proprio piattino e poi hanno sparecchiato. Alla fine li abbiamo aiutato a lavarsi e cambiarsi. I bimbi continuavano a salirci in braccio, noi li abbiamo coccolati sulle seggiole e li abbiamo messi a letto! E’ stato stupendo!
 
GAIA: Ho deciso di adottare un bambino a distanza! Qui tutto è magnifico, il posto ha superato ogni mia aspettativa e questo è proprio quello che ho sempre voluto fare. Quasi quasi rimango qui per sempre!
 
3 agosto, 2° giorno

Ieri i ragazzi della Casa hanno fatto il pane. È buonissimo. Il ragazzo che lo produce (siamo stati noi stessi ad averglielo insegnato qualche anno fa!) deve aver cambiato a suo piacimento la ricetta e ora è praticamente un pane dolce; è così buono che martedì verrà qui in visita l’ambasciatore italiano Giovanni Adorni Braccesi e ha già anticipato che ne vorrebbe comprare un po’. Ha inoltre messo Stefan e Ross, il direttore e vicedirettore della Casa NPH Honduras, in contatto con un buon ristorante per accordarsi su un’ipotetica vendita!!

Chiara in compagnia di uno dei ragazzi accolti nel Rancho Santa Fé.

Chiara in compagnia di uno dei ragazzi accolti nel Rancho Santa Fé.

Noi volontari italiani in settimana ci diletteremo a far la pizza per tutti, speriamo venga bene. Anche ieri sera è stato molto bello; dopo cena c’è stato il momento “cinema all’aperto” con tutti i bambini seduti a vedere un film e a sgranocchiarsi pannocchie e formaggio. Le nostre volontarie erano circondate dai bambini: chi faceva acconciature, chi si faceva coccolare, chi scherzava! 

4 agosto, 3° giorno

Oggi prima mattinata di lavori a sistemare il “giardino” (anche sotto la pioggia!), tagliando erbaccia e raccogliendo spazzatura; poi pic-nic tutti insieme! E’ stato bellissimo,  chi giocava a calcio, chi a pallavolo, chi imboccava i bimbi piccoli o quelli disabili…lo spirito di N.P.H. lo si percepisce totalmente! Sempre! Oggi ho incontrato anche il ragazzo a cui Marco Randon, il panadero di Mantova insegnò a far pane e stava spiegando a sua volta ad un’altra ragazza come realizzare l’impasto perché lui tra poco finirà il suo anno di servizio. In questo modo riusciranno a perpetuare l’idea di autosostenibilità.

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Volontarie e bimbe al lavoro per sistemare il giardino!

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I ragazzi della Casa mentre impastano il pane.

6 agosto, 5° giorno

Ho deciso che tornerò qui tutti gli anni, è davvero stupendo! Siamo immerse tra bambini e natura. Questa mattina, per il primo giorno di lavoro ci hanno suddiviso in due gruppi e abbiamo lavorato tra cucina,coltivazione e fattoria (a rotazione si cambia tutti i giorni), mentre al pomeriggio ci siamo dedicate ai giochi con i bambini.

Con alcune tias (eccezionali!), Stefan e i più piccolini siamo andati a vedere gli animali della fattoria, bellissimo! Abbiamo pulito le gabbie dei conigli e preso le uova circondate dalle galline…è una vita semplice di quelle che ti rilassano anche lavorando.

Tra poco ceneremo con i bambini, dopo ci aspetta la “messa a letto”. Le nostre volontarie  sono felicissime, hanno formato uno splendido gruppo.

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Volontarie e tias ai fornelli!

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7 Agosto, 6° giorno

Ieri venuto l’Ambasciatore Braccesi  che  ha pranzato con noi. Stefan, Ross, Reinart e le nostre volontarie italiane sono state eccezionali ad improvvisare un’ottima pasta! Oggi stiamo facendo la pizza per tutti…speriamo venga bene!

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L’Ambasciatore Braccesi in visita alla Casa NPH.

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8 agosto, 7° giorno.

Ieri è stata una giornata abbastanze massacrante; abbiamo cucinato la pizza tutto il giorno, senza mai fermarci, per ben 500 persone…è stato sfinente ma vedere poi le facce felici dei bimbi e dei ragazzi mentre si leccavano le dita ha cancellato tutta la stanchezza! Oggi siamo andate a vedere uno dei programmi esterni, il Comedor, che il Rancho sostiene anche con aiuti di cibo (come ad esempio il latte per le mamme): 30 bimbi, dall’asilo fino al sesto grado, si recano tutti i giorni al Comedor per ricevere un pasto e per studiare, stando così lontano dalla strada. E’ un progetto molto interessante all’interno di una piccola colonia molto povera dove gira molta droga (come in tutto l’Honduras purtroppo). Gli ospiti sono scelti in base al livello di povertà e devono frequentare la scuola. La cosa bella è che il progetto vive grazie a donazioni locali, un progetto di grande responsabilità sociale. I bambini, grazie all’aiuto di una volontaria che si reca lì tutti i giorni, vengono accuditi e aiutati nel fare i compiti e, una volta ogni due settimane, vengono seguiti anche da un gruppo di ragazzi del Rancho. Le volontarie italiane stanno lavorando molto bene, amano i bimbi e sono amate!

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Kenia Giron e Norma Alberto della Casa NPH Honduras sono appena rientrate nel loro paese dopo un training di quindici giorni all’Ospedale Gaslini di Genova e presso l’Azienda Nutricia.

Appena arrivate hanno messo in pratica le nozioni apprese in Italia e hanno iniziato a nutrire i bambini disabili di Casa Los Angeles con un sistema speciale donato da Nutricia che consenitrà loro di ricevere i nutrienti giusti nei tempi giusti. Con loro anche Andrea C. di Nutricia che darà assistenza durante questi primi giorni.

Ecco la testimonianza di Andrea e Kenia:

I primi giorni ho fatto di nuovo una dimostrazione pratica a Norma, Kenia e alle due infermiere (Norma e Kenia tra l’altro sono bravissime e sapevano praticamente fare già tutto); Norma ha sostituito i sondini usati per evitare che ci fossero ostruzioni e subito dopo abbiamo iniziato con tutti e quattro i piccoli pazienti.
Io ho impostato la prima nutripompa; le altre le ho fatte impostare a loro senza che incontrassero grossi problemi. Ieri abbiamo anche incontrato Chiara, la coordinatrice dei volontari per la Fondazione Francesca Rava che è rimasta molto colpita da quanto ha visto.
Nei giorni successivi abbiamo continuato a fare un po’ di pratica e, a fine training, Kenia e Norma sono diventate completamente autonome ed indipendenti.
Alle due infermiere non sembrava vero riuscire ad alimentare i bambini con questa facilità e trovare così il tempo per assisterli in altre attività

Andrea

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Abbiamo inziato la nuova alimentazione con i bambini e sino ad ora hanno risposto bene. Anche le tias sono molto interessate e contente di questo nuovo metodo che darà beneficio a tutti, soprattutto ai nostri bambini“.

Kenia 

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GUARDA I VIDEO GUARDA I VIDEO DI PRESENTAZIONE DELLA FAMIGLIA DI CASA LOS ANGELES, LA CASA NPH IN HONDURAS:

Video 1

Video 2

AIUTACI!
Con 25 euro doni un giorno di assistenza infermieristica e pasti per i bambini della Casa NPH Honduras.

Puoi versare il tuo contributo:

con bollettino postale su C/C postale 17775230;

con bonifico intestato a: Fondazione Francesca Rava — N.P.H. Italia Onlus

su c/c bancario BANCA MEDIOLANUM

IT 39 G 03062 34210 000000760000

BIC: MEDBITMM

con carta di credito chiamando lo 02 5412 2917 o cliccando qui

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