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Archive for marzo 2011


Casa San Salvador è la prima casa di NPH, fondata da Fr Wasson nel 1954 vicino a Cuernavaca, in Messico.
Poche settimane fa l’ho visitata per la prima volta, in un’occasione speciale: accompagnavo 2 madrine italiane, Sara e Maria, a incontrare i loro
figliocci, in occasione di una giornata di benvenuto a molti volontari e padrini provenienti da ogni parte del mondo: la Festa del Padrino, che si teine una volta all’anno in ogni casa N.P.H., nei vari paesi in cui siamo presenti.


 L’energia, la gioia e l’emozione di tutti è stata tantissima, alla Messa, durante lo spettacolo di danze e coreografie fatte dai bambini, nel pranzo consumato tutti insieme. Grande allegria, grande occasione di condividere, comunicare, imparare.
Una giornata indimenticabile anche per mio marito e per mia figlia Sofia, che mi hanno raggiunta proprio là dove tanti anni fa era cominciata la storia di Nuestors Pequenos Hermanos, una grande famiglia a cui grazie a Mariavittoria e alla Fondazione Francesca Rava anche la mia famiglia ed io sentiamo fortissimo di appartenere.


 
Oggi oltre 1000 bambini e ragazzi sono accolti, cresciuti ed educati nelle varie strutture di N.P.H. in Messico, e il loro numero è in continuo aumento. Il Messico tra i paesi dell’America Latina ha l’immagine forse un po’ turistica, di paese avanzato e senza problemi; in realtà, accompagnata dalle colleghe messicane, ho avuto modo di conoscerne un’altra faccia, visitando alcune realtà di estrema povertà e bisogno, in cui i bambini vivono emarginati e in pericolo, e dove la nostra organizzazione interviene per dare aiuto alle famiglie. Ad esempio a 20 chilomentri dalla casa San Salvador si estende l’immenso basurero (deposito di immondizia) di Milpillas dove centinaia di famiglie vivono in baracche e sopravvivono cercando nei rifiuti oggetti e materiale da rivendere.

Per dare la possibilità ai bambini di Milpillas di uscire dal fango e frequentare la scuola, ogni mattina all’alba gli scuolabus di NPH prelevano circa 100 di loro per portarli alla casa NPH dove sono lavati, vestiti e raggiungono la loro classe. Dopo pranzo, nel tardo pomeriggio, vengono riportati alle loro famiglie. Il programma dura ormai da alcuni anni e recentemente i primi due studenti di Milpillas hanno completato gli studi con il supporto di NPH e si sono laureati all’Università di Monterrey.

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Mi chiamo Monica, ho 38 anni, un marito e 2 figlie e vivo con la mia famiglia a Cuneo. Ho vissuto la bellissima esperienza di conoscere personalmente il bambino che ho adottato a distanza con la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia,  José Gabriel, e invio queste righe come testimonianza e soprattutto di ringraziamento a tutti coloro che si prendono cura in ogni modo dei “nostri” bambini.  Ho conosciuto il piccolo durante la missione del Sorriso 2010 presso la casa orfanotrofio N.P.H. in Guatemala con l’associazione di clownterapia di cui faccio parte, Conivip. Ricordo ancora oggi con grande commozione il momento in cui l’ho incontrato e ci siamo conosciuti! Lui un po’ spaesato. Immaginate che aveva davanti una madrina un po’ particolare, in divisa clown con il naso rosso!  Per non “spaventarlo” cercavo di tenere le distanze, ma mi si leggeva in faccia che morivo dalla voglia di abbracciarlo!

Abbiamo vissuto a stretto contatto con i bambini e i volontari della casa NPH e abbiamo organizzato per loro alcuni laboratori di mimo, acrobatica, giocoleria, magia, clownerie e fotografia! E’ stato bellissimo osservarli l’ultima sera, durante lo spettacolo di arrivederci, in cui ognuno di loro ha dato dimostrazione di quel che aveva imparato durante la nostra permanenza! Io poi ho avuto anche la fortuna di occuparmi del  laboratorio dedicato ai piccoli della scuola Montessori (fino a 6 anni) e ho condiviso con Gabriel e i suoi compagni molti momenti speciali che ci hanno permesso giorno dopo giorno di avvicinarci!  Ho visto come vive, dove mangia, dove dorme, ho conosciuto le maestre e le premurose “Tie” che si occupano di lui e degli altri bambini. Ho “respirato” quell’aria di famiglia che ovunque si sente all’interno della casa. E il giorno della partenza…quel giorno ci siamo abbracciati eccome!
Grazie a tutti!
Monica

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Da quando ho ricevuto l’invito a partecipare al family weekend di febbraio in Messico, e ho deciso di intraprendere questo viaggio, l’emozione di sapere che presto avrei conosciuto la mia figlioccia era tanta. Mai avevo fatto un viaggio così lungo, e più di una volta mi sono chiesta, anche di fronte agli occhi stupiti delle persone a cui lo dicevo, se non era troppo impegnativo un viaggio del genere per una sola settimana. Ma non ci sono stati dubbi, sapevo che presto avrei messo piede in terra messicana, avrei conosciuto la realtà di quel luogo, e avrei potuto vedere dal vivo il sorriso di Nancy. Mio marito Enrico mi ha sostenuta nella mia decisione e siamo partiti.

Solo una volta là, in mezzo a tanti padrini e madrine americani, mi sono accorta di quanto stavo facendo per poter incontrare Nancy. Solo una madrina italiana, oltre a me ed Enrico, aveva intrapreso questo viaggio. Quando sono arrivata alla Casa San Salvador, a Miacatlan, ero molto agitata. Mi guardavo attorno con curiosità, in mezzo a tanti ragazzi (sono sincera, non pensavo fossero così tanti…), sperando di riconoscere un viso a me familiare solo grazie ad alcune fotografie. Le persone erano tante e né io né Enrico riuscivamo a vederla. Dopo un carinissimo e simpaticissimo spettacolo dei bambini finalmente era arrivato il momento di incontrarci. Mentre cercavo la piccola Nancy, la vedo sbucare da dietro alcune persone, con Mayi che l’accompagna per mano verso di noi. Nancy sorridente mi viene incontro e mi abbraccia in un lungo e tenero abbraccio. La confusione attorno a me era scomparsa: mi sentivo come se il quel luogo fossimo solo io e Nancy,  tanto che quasi mi dimenticavo di presentarle mio marito!  Dopo che mi ha abbracciata ha abbracciato anche Enrico e grazie a Emma, dell’ufficio NPH di Milano, in quanto purtroppo non parlo spagnolo, abbiamo potuto comunicare un po’.

La giornata in orfanotrofio è stata veramente bellissima. Non mi dilungherò parlando delle cose fatte e viste, mi soffermo però sul testimoniare quanto il posto sia bello, grande, mantenuto veramente bene; i ragazzi sono felici, dà veramente l’impressione che lì stiano bene, e questo mi ha fatto sentire veramente felice di ciò che nel mio piccolo, con una sola adozione, faccio ogni mese inviando le donazioni per Nancy.

Due giorni dopo c’è stata la visita dei figliocci ai padrini presso l’hotel dove alloggiavo. I bambini potevano portare un amico o un’amica, e Nancy ha portato la sua amica Rosa, che avevo conosciuto in orfanotrofio. Sono arrivate la mattina, hanno pranzato con noi e sono ripartite il pomeriggio. La giornata l’abbiamo passata giocando con la sabbia, che le bambine adoravano, facendo disegni con le formine e castelli. A Nancy avevo portato dei regali, e lei mi ha ringraziata portandomi dei disegni e un profumo. Anche quando sono venute in hotel ho dato loro dei regali, che hanno apprezzato tantissimo e si sono tenute strette! Ora che sono a casa porto un ricordo stupendo di quelle giornate, ho sul desktop del pc la foto scattata a me e Nancy nel momento che ci siamo incontrate, e metto ogni giorno il profumo che mi ha regalato e il braccialetto che ho comprato scelto da lei per me. Ho anche deciso di fare un corso di spagnolo, perché le comunicazioni tra noi sono state difficili e ne ho sofferto molto. A tutti i padrini e le madrine dico col cuore, se avete possibilità di fare questo viaggio, andate a visitare gli orfanotrofi dove si trovano i vostri figliocci, l’emozione e la felicità che ne ricaverete nel vedere i loro occhi è un’esperienza unica, che, vi accorgerete, non sarete nemmeno in grado di spiegare a chi vi chiede come è andata, perchè solo voi nel vostro cuore sapete che cosa significa.

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