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Archive for dicembre 2012

<<C’era una volta, in realtà non molto tempo fa, Jean Tony, un ragazzo portato da noi malnutrito e malato. Purtroppo vediamo così tanti bambini malati e malnutriti, che non era certo la sua condizione che me lo faceva notare, anzi era perché stava sempre seduto con lo sguardo fisso senza mai salutare nessuno.

Mentre passavo davanti a lui, alla fine di giornate molto lunghe, arrancando esausto verso la mia stanza, non mi rivolgeva mai la parola. Una sera gli ho chiesto “Perché non saluti mai?”. Mi ha risposto “Saluto chi?” e io “Me, e tutti quelli che passano!” Jean Tony mi disse “Ma io non ti ho visto passare. Sono cieco”. Ho saputo così che era da poco diventato cieco per una degenerazione degli occhi causata dalla mancanza di vitamine, e che non aveva ancora imparato i molti altri modi di “vedere” che le persone non vedenti sviluppano con gli anni. Mi sono seduto accanto a lui, su una sedia tre volte troppo piccola per me, e abbiamo iniziato a chiacchierare.  Ho capito subito che Jean Tony era un ragazzo allegro, curioso e vivace.
Quando gli ho posto una serie di domande sulla sua cecità per capire quando fosse insorta e quali fossero le sue possibilità di tornare a vedere, mi ha detto: “Perché mi chiedi tante cose sui miei occhi? Tutto il resto di me funziona!” Ero sbalordito! Che straordinario punto di vista! Che spirito meraviglioso!

Le nostre successive chiacchierate furono sempre caratterizzate da curiosità, stupore, allegria ed entusiasmo. Siamo subito diventati amici. Lui, perché gli ho ​portato un’armonica, una tromba e altri piccoli tesori. Io, perché avevo bisogno dell’energia del suo spirito splendido. Il suo spirito è un dono per lui e un dono per me, un dono della Grazia!

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Natale si sta avvicinando rapidamente. Le scritture ci dicono che la storia completa del Natale è composta da tre parti: la prima e la terza visibili, mentre quella centrale non la vedremo mai se siamo spiritualmente ciechi. La prima parte riguarda la nascita di Cristo: il Salvatore e il Redentore, Colui che ha pagato il prezzo perché possiamo vivere come figli della Luce. La terza parte riguarda la liberazione di tutto il Creato, la salvezza universale.

Qual è la seconda parte invisibile? La seconda parte siamo noi. La seconda parte è ora.
Possiamo essere guidati dalla luce o dalle tenebre. La scelta è nostra. Non cori angelici in cielo, nessun ritorno trionfale sulle nuvole: solo noi, e le nostre scelte. Noi siamo la parte centrale del Natale, il tempo tra l’incarnazione e l’ultimo compimento.

Il problema è che possiamo essere abbastanza ciechi da non capire ciò. Jean Tony è fisicamente cieco, ma vede. Noi invece possiamo essere resi ciechi da tante cose: dalla rabbia e dall’odio, dalla gelosia e dal pregiudizio, dall’avidità e dalla sete di potere, dall’arroganza e dall’incapacità di perdonare. Possiamo essere assorbiti dall’attenzione e dalla preoccupazione solo per noi stessi, che porta all’apatia. L’apatia è la più grande di tutte le cecità. È quando, relativamente ai problemi di qualcun altro, diciamo: “Non mi interessa, non mi importa. Ho la mia vita. Non mi riguardano i poveri a meno che non siano quelli del mio quartiere”. Possiamo invece vedere tutto.

Cosa desiderate per Natale? Io vorrei lo spirito di Jean Tony. Vorrei il rimedio per l’odio, l’orgoglio e tutti i paraocchi distruttivi che ci impediscono di essere figli della Luce. Vorrei la saggezza, la pace, l’amore, l’amicizia, la fede e la speranza.

Vorrei la pace sulla terra e la buona volontà in tutte le persone.

E vorrei, per tutti voi, la salute, la pace, e una vita pienamente consapevole del miracolo del Natale.

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Grazie a voi che rendete possibili i nostri miracoli, la missione di Padre William Wasson nel grande mondo dei bambini di Nuestros Pequeños Hermanos! >>

Buon Natale!

Padre Rick Frechette

GUARDA E ASCOLTA ANCHE IL MESSAGGIO VIDEO DI PADRE RICK.

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L’“INTERNATIONAL FATHER WASSON SOCCER TOURNAMENT” è un torneo di calcio che da 6 anni si gioca tra i ragazzi e  ragazze di 5 delle 9 case N.P.H. : Honduras, Nicaragua, El Salvador, Messico e Guatemala.
E’ un evento straordinario che permette ai “pequenos” di diversi Paesi di potersi conoscere e passare insieme una settimana nello spirito di condivisione, famiglia ed unione che Padre Wasson ha sempre voluto per i suoi “figli”.
Quest’anno è stata la Casa “Padre Wasson” in Nicaragua la sede ospitante della manifestazione che è iniziata Domenica 25 Novembre, con una  Messa inaugurale e una cena collettiva con specialità tipiche.
La toccante celebrazione di inaugurazione con alzate di bandiere, inni, marcia verso il campo e l’accensione della torcia olimpica ha preceduto la
partita inaugurale che si è giocata  tra la squadra ospitante del Nicaragua e i campioni uscenti dell’Honduras. La partita è terminata con il Nicaragua che si è imposto 2-1 sull’Honduras.
Al di là delle partite, NPH Nicaragua ha organizzato varie attività per coinvolgere le differenti delegazioni e mostrato orgogliosamente i progressi
fatti recentemente dalla Casa.
Oltre al giusto spirito di competizione sui campi il clima che ha avvolto la Casa Padre Wasson era di amicizia e divertimento, con balli
folclorisitici se spettacoli interpretati dai ragazzi, l’ultimo giorno per tutti è stata organizzata un’escursione nella località turistica marittima
di San Jan Del Sur.
Il Nicaragua sia con la sua squadra femminile che con quella maschile ha dominato torneo vincendo quasi tutte le partite e diventando i campioni da battere il prossimo “INTERNATIONAL FATHER WASSON SOCCER TOURNAMENT” 2013!

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