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Archive for luglio 2012

Cari amici e cari padrini,

pubblichiamo quelle bellissime foto durante la consegna dei diplomi ai bambini della materna della scuola Father Wasson Angels of Light in Haiti.

Un primo traguardo molto importante per questi piccoli, che in mezzo a tante difficoltà, proseguono il loro percorso scolastico con la speranza di costruire un futuro migliore per sé e per il proprio Paese.

E’ stato un giorno di grande festa, con la cerimonia di consegna, un rinfresco di frutta, dolci e bevande e la distribuzione di regali per tutti i bambini “diplomati”!

La messa celebrata nel corso della cerimonia

Kenson, ex pequeno della Casa N.P.H. di Kenscoff e attualmente direttore del Foyer St. Louis, assieme a due piccoli “diplomati”

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Stefania Mosoni, dell’Ufficio Padrini della Fondazione, si è recata a luglio nella Casa N.P.H. Guatemala a St. Andres Itzapa, per accompagnare Alexis,  un pequeño da anni in Italia, accolto da una cara famiglia di volontari di Padova della Fondazione, per urgenti cure mediche. Alexis dopo anni di attesa nel 2010 ha avuto il dono di un trapianto di rene e ora sta molto meglio, tanto da decidere di tornare alla sua casa per rivedere le sue Tias, i suoi compagni, insomma la sua famiglia e per prestare come “hermano mayor”, secondo la filosofia N.P.H., un piccolo periodo di servizio come assistente ai bambini più piccoli. Per lui arrivare è stato un momento di grande gioia, ha potuto riabbracciare tutti i suoi fratelli e sorelle della Casa N.P.H.

Alexis (sulla sinistra) con due amici della Casa N.P.H. Guatemala

Stefania racconta: “Sono stati giorni intensi e ricchi di emozioni. Mi ha riempito di gioia e orgoglio vedere la serenità dei bambini all’interno della Casa St. Andres:  il Guatemala purtroppo è un Paese che versa in una situazione di grande povertà e violenza, ma N.P.H., grazie al prezioso aiuto dei tanti padrini e madrine, accoglie nella sua Casa Orfanotrofio 350 bambini orfani o abbandonati e dà loro la speranza di un futuro migliore.

Una bimba nel “Comedor”, il grande refettorio della Casa N.P.H.

Ancora prima di entrare nella Casa St. Andres ho potuto percepire l’atmosfera di questa grande famiglia, vedendo  la gioia, l’entusiasmo e la commozione con cui Alexis è stato accolto da Ismar, il suo insegnante, che è venuto a prenderlo all’aeroporto e dai ragazzi più grandi, che abbiamo incontrato durante il tragitto.

I bambini nel cortile della scuola all’interno della Casa N.P.H.

Conoscevo la struttura della Casa dalle descrizioni, ma non immaginavo degli spazi così grandi: St. Andres è proprio una sorta di piccolo “villaggio” fatto di casette ed edifici in mattoni rossi e circondato da una natura rigogliosa. Un piccolo villaggio molto attivo: già la mattina prestissimo, verso le 5, sentivo le voci e le risate dei bambini che si recavano a fare colazione nel “Comedor”, un grande edificio che funge da mensa e da spazio per gli eventi e le attività della Casa.

In classe!

Gli orari della scuola vanno dalle 8 alle 13, ma già dal primo giorno ho avuto l’opportunità di conoscere alcuni dei bambini durante la ricreazione. I più piccoli, come Tony, che è sempre il primo a uscire fuori dalla classe dopo la lezione per correre a giocare, cercavano un abbraccio mentre quelli più grandi, quando hanno saputo che venivo dall’Italia, mi hanno fatto tante domande sui loro padrini e sul Paese e hanno voluto imparare qualche frase in italiano. Ho portato ai bambini i saluti dei loro padrini e delle loro madrine, cercando di trasmettere l’affetto con cui li sostengono e gli sono sempre vicini con il pensiero, nonostante la grande distanza.

Alexis e Stefania insieme a una volontaria e due bimbi

Mi ha colpito molto il senso di responsabilità che hanno i bambini, sin da piccoli; infatti ciascuno ha dei piccoli compiti nella Casa, dal lavare e riordinare i propri vestiti all’aiutare per un paio d’ore alla settimana nella “fattoria”.

Una bambina durante l’ora dedicata all’aiuto nella fattoria e negli orti

Nel terreno della Casa ci sono infatti campi coltivati e allevamento di maiali, mucche e capre, grazie ai quali si produce parte del cibo necessario per il mantenimento dei bambini. I più grandi inoltre frequentano dei laboratori professionali, falegnameria, carpenteria, panetteria, elettricità, cucito e cucina. Il giorno dopo il mio arrivo li ho visitati e ho parlato con alcuni dei “pequeni”, tra cui due fratelli, Luis Josè e Victor Hugo. Hanno caratteri totalmente opposti, Luis José allegro ed estroverso, mentre Victor Hugo più timido e riflessivo, ma sono molto uniti, li ho visti sempre insieme.

Una lezione nel laboratorio di cucina della Casa N.P.H.

Ovviamente la giornata non è fatta solo di “dovere”: i momenti di gioco sono tanti e le attività sono molteplici, dallo sport all’arte e alla musica. Iris Yoanna, una delle ragazze più grandi, mi ha raccontato con grande entusiasmo che il suo gruppo sta preparando “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare.

In scena!

Sabato pomeriggio inoltre tutti i bambini della Casa, dopo mesi di prove, hanno realizzato un bellissimo spettacolo di ballo per salutare i volontari in partenza, che hanno passato con loro un anno e dare il benvenuto ai nuovi arrivati.
Dopo questa esperienza ho capito ancora di più perché i progetti di N.P.H. si chiamano Case e non Orfanotrofi: perché ogni bambino, come Alexis, con la sua storia, ed il suo bagaglio di dolore e gioia, i suoi fratellini e sorelline, non è un numero ma una persona.
Il tempo è volato e mi è dispiaciuto molto ripartire, ma spero di poter tornare presto, accompagnando un gruppo di padrini e madrine!

Ci sono tanti bambini nella Casa N.P.H. Guatemala che sono in attesa di un padrino o di una madrina! Aiutaci e passaparola!
Per informazioni sull’adozione a distanza Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus Telefono: 02/54122917 – email: padrini@nph-italia.org

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Una toccante poesia di Gena Heraty, responsabile progetti NPH per gli special needs children, i bambini con disabilità accolti nella Kay Saint Germaine, la Casa dei Piccoli Angeli a Tabarre, nella Kay Eliane a Petionville e nella Kay Christine a Kenscoff

Bambini

Sempre un bambino che ci mostra la via,
sempre un bambino che illumini i tuoi giorni,
sempre un sorriso che ti splende addosso,
sempre un bambino che ti ama.

Gli anni vanno e vengono, capelli grigi sostituiscono quelli castani,
tanti problemi che ci circondano, è facile sentirsi malinconici.
Ma ti fermi un attimo e ti guardi intorno
E intravedi tutto quell’amore che aspetta di essere trovato.

Sono dentro ai bambini, fontane di speranza,
questi bambini innocenti come fanno a cavarsela?
Nessuna madre, nessun padre a tenerli la notte,
niente coccole, niente baci, niente braccia che li tengano stretti.

Occhi splendenti di luce, ti guardano l’anima, osi aprire il tuo cuore?
Osi sentirti completo? Questi bambini sono i tuoi maestri, hanno tanto da dire,
ti plasmeranno e ti formeranno,
sino a quando non troverai una tua strada.

Chissà, forse non diranno niente, ma il loro messaggio è chiaro:
apri solo il tuo cuore, non hai niente da temere.
Questi bimbi ti vedranno per chi sei, attraverso quelle maschere che indossi,
ti raggiungeranno dritto al tuo epicentro, ascoltali se ne hai il coraggio.
Qui in queste montagne, dove l’aria è pura,
centinaia di bambini, così carini e così cari.
Centinaia di bambini, che ti raggiungono con il loro amore,
che ti circondano con le loro braccia come angeli celesti.

Non gli importa la tua professione, o se guidi una macchina alla moda,
non gli importa da dove vieni, sia da lontano o da vicino.
Vogliono solo sedersi e toccarvi, far fluire le loro dita tra i vostri capelli.
Dirvi che siete bellissimi o forse che siete pelosi come un orso:
“il tuo naso è molto carino, ma mamma mia se è lungo
e la tua pancia è molto grossa però lascia che ti intratteniamo con una canzone.
Ci faresti delle foto cosicché possiamo sapere come sembriamo?
La prossima volta che torni, mi porteresti un dono – anche un libro?
Mi racconti della tua vita e del mondo in cui vivi?
Mi chiederai del mio e riceverai ciò che ti manderò?
Farai parte della mia vita anche se non sei qui accanto a me?
Penserai a me quando sono lontano e tu non sei vicino?

Mi aiuterai a crescere e combattere per la mia vita?
Mi aiuterai a vedere tante albe malgrado i problemi e conflitti?
Sappi che sono la tua famiglia, mi serve solo un’opportunità
e ti renderò fiero di me, così felice che ti farò ballare.

Cercherò di raggiungere le stelle e di salutare la luna,
sarò un testimone della tua amicizia mattina, giorno e notte”.

Qual è il loro futuro in questa terra martoriata?
Chi camminerà al loro fianco?
Chi gli tenderà la mano in segno d’aiuto? Guardo le loro facce gioiose.
Li guardo mentre giocano e ringrazio Dio per N.P.H.
Per la gioia che oggi conoscono.

Cerco di non preoccuparmi di un Domani incerto,
alcune cose sono imprevedibili,ma desidererò sempre il meglio,
spererò sempre per questi bambini, che abbiano una possibilità nella vita
di godersi questa infanzia, prima che la vita li opprima con i suoi dilemmi.
Prego che la gente ci sorregga e ci sostenga tutti i giorni,
che ci aiuti ad assistere questi bambini,
a educarli e a guidarli sulla retta via.
Ringrazio Dio per tutti gli sponsor che ci sostengono negli anni.
Senza di loro non possiamo fare niente,
non riusciremmo a fare altro che piangere.

La vita è di sicuro un Mistero,
Alcune cose proprio non hanno un senso.
Eppure aiutare dei bambini è sicuramente una buona difesa,
una difesa contro l’Ingiustizia che si diverte ad averla vinta.
Una difesa contro l’oscurità che si insinua tutti i giorni.
Quindi mentre pensiamo a questi meravigliosi bambini, affidati alle nostre cure
preghiamo per avere forza e conoscere la via da seguire,
offriamo nelle preghiere le nostre tribolazioni.
Lasciamo i nostri cuori aperti e le nostre menti piene di speranza.
Anche se le scarse risorse ci causano stress, dobbiamo credere di farcela.
Manteniamo la nostra fede tra le braccia del Dio Onnipotente.
Continuiamo la nostra Missione per divenire il popolo dell’Amore.
Ascoltiamo i bambini che sorridono ogni giorno.
Nei loro sorrisi troviamo lezioni inestimabili
Un sorriso può illuminare anche il cammino più buio.

Gena Heraty

Per leggere il testo originale in inglese visitate il nostro blog http://francescaravafoundation.wordpress.com/

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