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Archive for gennaio 2013

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Care madrine, cari padrini,

grazie a Voi anche i bambini delle Scuole di Strada N.P.H. Haiti hanno potuto festeggiare il Natale ricevendo ognuno un regalo!
Haiti è un paese poverissimo e purtroppo il Natale è un giorno come tutti gli altri, senza un pranzo speciale, senza regali, senza festeggiamenti, per di più un giorno in cui non si va a scuola e quindi la maggior parte dei bambini non fa neanche un pasto completo.

La Vostra donazione specifica per il Natale ha permesso agli insegnanti e agli assistenti di acquistare un giocattolo, una maglietta, cibo e dolciumi da condividere con la famiglia per ciascun bambino e di regalare a tutti un momento davvero speciale, di grande allegria e gioia condivisa, cosi come per tantissimi bambini nel mondo.
Ecco alcune foto, siamo certi che i sorrisi e l’entusiasmo dei bambini siano il ringraziamento più bello per il vostro prezioso sostegno! Grazie di cuore!
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I doni monetari vengono utilizzati per organizzare feste in occasione del Natale, gite e attività per i bambini delle Scuole di Strada. Se desiderate effettuare una donazione potete utilizzare:
– Bonifico IBAN IT 39 G 03062 34210 000000760000
– Bollettino c/c postale: 17775230
– Carta di credito su www.nph-italia.org o chiamando lo 02 5412 2917
Causale: codice adozione + regalo
– In contanti o assegno presso la sede della Fondazione (Viale Premuda 38/a – 20129 Milano)

Le nostre Scuole di strada nelle zone piu degradate della capitale Port au prince e nelle province piu povere accolgono ogni giorno gratuitamente 8.000 bambini, abbiamo bisogno del vostro sostegno per dare loro ogni giorno cibo istruzione cure mediche e la possibilità di un futuro! Aiutaci a trovare nuovi padrini tramite il passaparola ad amici, parenti e conoscenti! Grazie di cuore!

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Ieri la First Lady Sophia Martelly ha visitato l’Ospedale pediatrico NPH Saint Damien, struttura d’eccellenza operativa a Tabarre dal 2006, realizzata con il determinante contributo della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus e centro di riferimento dei soccorsi internazionali nell’emergenza terremoto del gennaio 2010, dove lavorano circa 400 haitiani.
La first lady haitiana Sophia Martelly ha visitato i piccoli pazienti ricoverati nell’ospedale pediatrico Saint Damien.

La first lady haitiana Sophia Martelly ha visitato i piccoli pazienti ricoverati nell’ospedale pediatrico Saint Damien.

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La moglie del Presidente Martelly ha visitato i reparti soffermandosi a parlare con i piccoli pazienti, in particolare i bambini ricoverati nel reparto oncologico e con lo staff della Maternita e Neonatologia, nati dopo il terremoto e centro di riferimento per tutto il paese (5.000 mamme e i loro bambini assistiti ogni anno) per le strutture d’avanguardia e per il personale formato grazie alla collaborazione con ospedali italiani. La signora Martelly ha voluto visitare anche l’articolato apparato di servizi che consentono al Saint Damien di portare aiuto e assistenza a 80.000 bambini l’anno, dalle cucine ai servizi di lavanderia e al termine della visita ha commentato: “Vedere i nostri bambini accuditi da un personale medico competente e conscenzioso in un ambiente sano, caldo e sicuro mi ha profondamente emozionato. Quanto visto ha ravvivato in me la convinzione che un sistema sanitario all’altezza dei bisogni di tutta la popolazione haitiana sia un obiettivo possibile. L’Ospedale Saint Damien è un esempio da seguire per tutti coloro che vogliono aiutare la vulnerabile popolazione di Haiti.”

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Tra i nuovi traguardi raggiunti nel corso del 2012 dal Saint Damien, l’apertura della banca del sangue, lo sviluppo della farmacia interna con il laboratorio galenico e la produzione di farmaci con dosaggio pediatrico, l’attivita delle due nuove sale operatorie del reparto maternità giunta a regime. L’ospedale e’ gratuito e ha bisogno di urgente sostegno, tra le emergenze l’ossigeno medicale per i bambini in terapia intensiva e la chirurgia (con 450 euro si puo donare un’operazione chirurgica) Dopo il Saint Damien la first lady ha visitato anche Kay Germaine – la Casa dei piccoli angeli, il centro di riabilitazione NPH che sorge accanto all’ospedale e Francisville- Citta dei mestieri che da lavoro e insegna un mestiere a 50 ragazzi nelle unita panetteria, pastificio, sartoria, centro stampa, laboratorio di burro d’arachidi e l’officina meccanica con l’annesso nuovo laboratorio di carpenteria per la produzione di profilati, serramenti e finestre.

La first lady in visita ai piccoli ospiti del Kay Germaine – la Casa dei piccoli angeli, il centro di riabilitazione NPH

La first lady in visita ai piccoli ospiti del Kay Germaine – la Casa dei piccoli angeli, il centro di riabilitazione NPH

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Oggi appena arrivati dall’Italia con il gruppo di padrini e donatori venuti in Haiti in occasione del terzo anniversario del terremoto, siamo andati con Padre Rick alla morgue, l’obitorio dell’ospedale generale di Port au Prince dove lui si reca ogni giovedì con i suoi ragazzi per dare una degna sepoltura a decine di corpi abbandonati o di persone di famiglie troppo povere per pagare un funerale.

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Abbiamo caricato i cadaveri trasfigurati, scavati dalla morte sopraggiunta già da diversi giorni, di più di 50 bambini, giovani, i corpi sottili di uomini e donne, al ritmo dei canti e dei tamburi che facevano coraggio ai ragazzi che sollevavano i corpi ammassati in mucchi scomposti e li deponevano nei sacchi di plastica; l’incenso non sufficiente a coprire l’odore invincibile che nello stretto corridoio buio, dalle narici sale nella mente, dove rimane impresso per sempre e di tanto in tanto quando meno te l’aspetti si ripresenta alla memoria anche a migliaia di km da qui.
Le scosse che hanno distrutto Haiti ci sono state 3 anni fa ma qui il terremoto per migliaia di famiglie è quotidiano, e dura da molto prima del gennaio 2010. Ogni corpo non un numero, ma una storia di miseria, di impotenza e di solitudine!

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Il camion carico si è poi spostato sulla collina di Titanyen, la collina di sterpi e erba bruciata dal sole,  fossa comune dove sono sepolti centinaia di migliaia di morti senza nome: incredibilmente diventata la casa di molte famiglie sfollate da Port au Prince che vi hanno piantato le tende di plastica e lamiera, invitate a lasciare la città. La banda con tamburi e trombe ha suonato, mentre i sacchi venivano deposti nelle buche scavate nella nuda terra, per onorare i morti e al tempo stesso ridare un senso e un valore alla vita. Quando hanno cominciato a riempire di terra le buche, Padre Rick è salito su una moto che lo avrebbe riaccompagnato più velocemente possibile al nostro ospedale Saint Damien, dove c’è tanto da fare per aiutare migliaia di bambini per cui è possibile ancora fare qualcosa dando cure e speranza.

Silvia, da Port au Prince

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Tanti auguri dalla Casa N.P.H. El Salvador!

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Tanti auguri dalla Casa N.P.H. Nicaragua

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Tanti auguri dalla Casa N.P.H. Perù!

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