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Archive for settembre 2012

La piccola Josephine racconta la sua vita quotidiana nella Baby House St. Anne, la Casa N.P.H. dove è accolta assieme ad altri quaranta bambini dagli 0 ai 6 anni. I piccoli sono stati accolti da N.P.H. in una prima struttura subito dopo il terribile terremoto del 12 gennaio 2010 e a luglio di quest’anno si sono trasferiti nella loro Casa definitiva, realizzata con il determinante sostegno della Fondazione Francesca Rava. Per leggere l’articolo sull’inaugurazione clicca qui.
Nota: Josephine è un nome di fantasia per proteggere la privacy della bambina. Di seguito al video trovate la traduzione dei sottotitoli.

Mi chiamo Josephine.
Grazie a N.P.H. ho una casa.
Frequento la scuola.
Ho vestiti. Ho scarpe.
Ho affetto.
Ho un letto. Ho qualcuno che mi aiuta.
Ho del cibo. E anche il dessert.
Ho un luogo sicuro dove giocare. Mi diverto.
Ho una famiglia.
Ma prima di N.P.H. ero così.
Quattro mesi con N.P.H.
Sei mesi con N.P.H.
Un anno con N.P.H.
Due anni con N.P.H.

“E’ molto importante puntare sempre più in alto i nostri obiettivi per portare, un poco per volta, l’intero mondo a partecipare al banchetto della vita, iniziando dai bambini, insieme a coloro che vogliono sostenere il lavoro di N.P.H.”
Padre Rick Frechette – Direttore Nazionale N.P.H. Haiti

N.P.H. Haiti ha iniziato la realizzazione della Baby House St. Anne dopo il terremoto del 12 gennaio 2010, per accogliere i bambini più vulnerabili e senza rifugio. Più di 180 bambini come Josephine (Nota: accolti nella Baby House St. Anne e nel Foyer St. Louis) adesso hanno una casa e una famiglia. Per aiutare i nostri programmi in Haiti visitate il nostro sito: www.nph.org

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La nostra madrina Ornella si è recata insieme con il marito Giangiuseppe, il figlio Francesco e la sua fidanzata Mayreny nella Casa N.P.H. in Repubblica Dominicana per conoscere le figliocce Stefany ed Esperanza. Pubblichiamo alcune belle foto scattate durante la visita.

“Si è trattato di un’esperienza davvero coinvolgente: Stefany dapprima era un po’ timida e non parlava, ma nel corso della visita si è sentita più sicura e ha continuato a tenere la mia mano. Esperanza era molto più tranquilla e fin dall’inizio è stata molto espansiva, in particolare con Francesco e Mayreny”

“Siamo rimasti molto colpiti dalla Casa e ci siamo resi conto di quanto sia importante per i ragazzi vivere in un ambiente così ben organizzato, affinché in futuro possano inserirsi bene nella realtà del loro Paese”.

Ringraziamo la Fondazione Francesca Rava per averci permesso di vivere questa esperienza e invitiamo tutti i padrini che dovessero andare in Repubblica Dominicana a visitare la Casa N.P.H.!

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Cari Padrini,
vi segnaliamo questa bella iniziativa organizzata dai nostri Amici di IBVA  che con il loro impegno sono vicini ai nostri bambini di Haiti.
Giovedì 27 settembre alle ore 20.45 in via Calatafimi, 10 – Milano si terrà il Concerto dei Nuovi Trovadori “Torniamo ai giorni del rischio”
Ingresso libero; per tutte le informazioni  cliccate qui

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Il Vulcano Fuego in Guatemala, già in attività da diversi giorni, ha eruttato oggi, creando una nuvola di cenere alta un chilometro e mezzo. Siamo in contatto costante con la Casa: non c’è stata necessità di evacuare il luogo, tutti i bambini stanno bene e non ci sono danni.

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Fabrizio da Milano ha avuto l’opportunità di visitare la nostra Casa N.P.H. in Honduras, il Rancho Santa Fè, ed è rimasto molto colpito dall’atmosfera di affetto e sicurezza di questa “grande famiglia”: pubblichiamo la sua testimonianza.

“Eccomi qua, passando dai grattacieli di Miami alla Messa con cinquecento bambini del Rancho Santa Fè in Honduras nel giro di poche ore. Il cambio di scena crea un contrasto che non riesco a paragonare a nulla che appartenga alla realtà. Nelle prime file ci sono gli “speciales” (bambini che hanno bisogno di cure particolari) e una decina di persone anziane (tra cui il simpaticissimo Santiago, con qualche impedimento fisico, ma con la voglia di vivere di un adolescente) e poi indietro i tantissimi bambini e ragazzi accolti nella Casa.

Sentirli cantare tutti assieme, così come vederli abbracciarsi invece che stringersi semplicemente la mano come segno di pace sono altre scene che mi fanno immediatamente immergere in questa realtà di una famiglia grande e unita. Mi siedo timidamente vicino a Pablo e scatta la prima domanda che non mi aspetto “ma tu hai una famiglia in Italia?”. Certo che ce l’ho. Praticamente tutte le persone che conosco ne hanno una. Ovviamente per Pablo quella è la cosa più importante, perché una vera famiglia non l’ha mai avuta.

Una famiglia non l’ha avuta neanche Karla. Sua mamma l’ha abbandonata all’età di tre anni per scappare negli Stati Uniti, lasciandola da sola in uno dei quartieri più pericolosi di Tegucigalpa. O Carmen, una bambina dolcissima, che è stata accolta assieme ai suoi quattro fratelli, perché la madre, dipendente dall’alcol, non era in grado di prendersi cura di loro. Non c’è da sorprendersi se tutti questi bambini adorano Stefan, il direttore della Casa, che li conosce ad uno ad uno proprio come se fossero suoi figli.

Il momento più bello della giornata sono le 18, quando all’imbrunire vado a cena in una delle casette dove alloggiano le bambine dai nove agli undici anni. Fanno domande sull’Italia, e vogliono che canti in continuazione canzoni italiane, soprattutto “La Solitudine” di Laura Pausini. Si chiedono se il Marco della canzone sia lo stesso mitico “panadero” che qualche mese fa è venuto al Rancho Santa Fe per costruire una panetteria e insegnare ai ragazzi più grandi a fare il pane.

Le celebrazioni di due giorni per l’anniversario di Padre Wasson e le Olimpiadi con i giochi che hanno coinvolto centinaia di bambini, dipendenti e volontari sono state bellissime. Le Olimpiadi per loro sono quelle, non sono altre ed allora scatta un’altra domanda a cui è difficile dare una risposta “Anche voi fate le Olimpiadi tutti gli anni?” Noi chi siamo? Ma le vere Olimpiadi sono queste del Rancho Santa Fè o quelle di Londra per un bambino che vive lì dentro da 12 anni ed ha due giorni di Olimpiadi all’anno con la sua famiglia allargata di centinaia di persone?

Il tempo vola e mentre aspetto la macchina per tornare in aeroporto vedo tutti i bambini che stanno andando a scuola. Axel, un piccolo di rara curiosità ed intelligenza, corre verso di me per salutarmi ed abbracciarmi per l’ultima volta.

Qualche ora di Miami questa volta mi servono da cuscinetto per rientrare alla mia vita di tutti i giorni.

Adios Rancho Santa Fe!

Fabrizio

Ci sono tanti bambini nella Casa N.P.H. Honduras che sono in attesa di un padrino o di una madrina! Aiutaci e passaparola!
Per informazioni sull’adozione a distanza Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus Telefono: 02/54122917 – email: padrini@nph-italia.org

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In Guatemala il vulcano Fuego, uno dei più attivi del Paese, ha ripreso l’attività eruttiva, spargendo ceneri e lapilli nell’area circostante. In Nicaragua ieri invece c’è stato un terremoto di magnitudo 7.9. Siamo già in contatto con entrambe le Case e fortunatamente tutti i bambini stanno bene e non ci sono stati danni alle strutture.

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