Casa N.P.H.: “Casa Padre Wasson” a S. Ignacio de Sara (Santa Cruz)
Lingua: Spagnolo
Bambini accolti: circa 100
L’ultima grande sfida di N.P.H. è iniziata in Bolivia. La Bolivia è, insieme ad Haiti, il paese con il più alto tasso di povertà di tutta la regione sudamericana; gran parte della popolazione vive in condizioni di povertà estrema, priva di cibo, acqua potabile e cure mediche. A pagare il prezzo più alto di queste condizioni sono i bambini ed è proprio per questo che la famiglia N.P.H. si è impegnata in un progetto di accoglienza per i piccoli, per dare loro tutto l’amore, le cure e le attenzioni a cui hanno diritto.
Nell’aprile 2005 è stata costituita la Fundación Institución de Beneficencia Privada Nuestros Pequeños Hermanos Bolivia ed è stato accolto il primo bambino in una struttura nelle vicinanze di Santa Cruz.
La famiglia N.P.H. è cresciuta rapidamente e nel gennaio 2008 si è trasferita in una nuova Casa costruita su un terreno di proprietà situato 80 km a nord della città di Santa Cruz della Sierra: Casa Padre William Wasson (il fondatore di N.P.H.).
La struttura della casa
Come tutte le case N.P.H., la Casa Padre Wasson è strutturata come un villaggio, suddivisa in tante casette e aree adibite ai servizi comuni: cucina, refettorio, infermeria, campo di calcio, parco giochi, vasche per la pesca e una fattoria per contribuire all’autosostentamento della struttura. Vi è inoltre un servizio di bus per portare i bambini all’asilo e a scuola.
Le casette attualmente sono sette: Casa San Jorge per bambini e bambine da 0 a 6 anni; dopo questa età i maschietti si spostano nella Casa discipulos (7-10 anni), Casa San Francisco (11-14) e Casa Don Bosco (15-18), mentre per le femminucce c’è la Casa Estrellas (7-10), la Casa Angeles (11-14) e la Casa Madre Teresa (15-18). In queste piccole realtà familiari i bambini vivono sereni, circondati da un amore che è stato loro negato per troppo tempo. Ognuna delle casette può ospitare fino a 16 bambini (pequeños) ed è dotata di camere da letto, bagni, docce e una stanza per gli assistenti (“tias e tios”) che li seguono e li assistono con grande amore.
Il progetto prevede la costruzione in più fasi di altre casette per accogliere progressivamente un numero crescente di bambini e far fronte alle continue richieste di aiuto. L’obiettivo finale è di arrivare a un totale di 16 casette e poter così accogliere oltre 250 bambini.