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Festa Internazionale dei padrini 2012 – testimonianze

Da Madrina a Madre: un viaggio di diecimila chilometri che annulla le distanze e apre il cuore

Dall’12 al 19 febbraio presso la Casa N.P.H. in Repubblica Dominicana (Santa Ana) si tiene l’incontro Internazionale N.P.H. che, secondo la tradizione, ogni anno raduna Padre Rick, lo staff di N.P.H. International e padrini da tutto il mondo, in un paese tra quelli in cui N.P.H. è presente.
Maria Chiara Roti, volontaria e vicepresidente della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus si trova ora a Casa Santa Ana e ci racconta il bellissimo incontro tra i padrini e le madrine italiani con i loro bambini adottati a distanza.

“Sono in viaggio con circa sessanta padrini e madrine che hanno scelto di arrivare fino alla Repubblica Dominicana per conoscere i loro bambini accolti nella casa N.P.H. di San Pedro de Macoris.
Arriviamo sabato sera dopo un lunghissimo volo, il grande giorno della nostra festa è lunedì.
La sera prima ci ritroviamo per conoscerci, scambiarci informazioni e confidarci le nostre attese. Molti padrini sono emozionati, turbati. C’è chi non vede l’ora di riabbracciare il proprio bambino, c’è chi si chiede cosa penserà al distacco alla sera, chi si interroga sul futuro. Noi raccontiamo di N.P.H., condividiamo belle storie di vita, rassicuriamo i padrini e ci diamo appuntamento l’indomani.

Sotto una pioggia tropicale, arriviamo alla Casa Santa Ana di San Pedro. Il Direttore Kieran ci accoglie con il suo sorriso gentile e fermo. I bambini ci attendono, ognuno di loro porta un cartello con il nome del padrino o della madrina.
Rosa, che attendeva con emozione di incontrare il suo figlioccio Oscar non trattiene le lacrime. Lei con i suoi due bambini Rita e Gabriel e abbracciata al suo Oscar sono una immagine forte e potentissima di amore.
La giornata si svolge tra i canti e balli preparati dalla scuola dei bambini, la messa celebrata dal Nunzio e il pranzo nelle casette. Ogni famiglia accompagnata diligentemente dal proprio bambino ha pranzato in una casetta diversa. E’ stato un momento bello e semplice, vivere nel quotidiano la vita dei bambini, ci siamo seduti alla stessa tavola, abbiamo pregato insieme e condiviso una buonissima pizza preparata da Mario, il panettiere italiano che presta servizio alla casa.
Finito il pranzo ci ritroviamo tutti al grande centro al coperto e iniziano i giochi e balli liberi. I nostri figli, circa venti bambini, si fondono in allegria con i bambini N.P.H.

Sento Leonardo che dice alla sua mamma Manuela, “Alex può diventare il mio fratello maggiore?” e il mio piccolo Giovanni chiedere al nostro Jaime quando sarebbe venuto a trovarlo a Milano. Ballano tutti insieme al ritmo di Shakira e giocano con i cerchi dell’Hula Hoop.

Alle quattro viene servito un delizioso gelato preparato con la macchina professionale portata presso la Casa e messa in funzione dal nostro padrino Enrico (nell’articolo precedente alla testimonianza troverete il video dedicato all’iniziativa).
Jaime rinuncia al suo gelato per offrirlo a Giovanni.

Al rientro in bus siamo travolti dalle emozioni: Guendalina , madrina di Crismery, confida che è stato uno dei giorni più belli della sua vita. Mi dice che è stata un’emozione immensa scoprire che le sue lettere, le foto dei figli inviate, i disegni non erano caduti nel vuoto , ma erano diventati il piccolo tesoro della sua bambina, che glieli aveva mostrati come il bene più prezioso, custoditi in una scatola di legno sotto il suo lettino.
Oscar, il bambino di Rosa, sfoggia fiero la maglietta della Fiorentina di cui il marito Paolo è tifoso sfegatato. I bambini sono bambini in tutto il mondo , i padrini e le madrine ora comprendono meglio la nostra passione il nostro incalzare con le richieste di aiuto, quando diciamo ” se fosse tuo figlio non faresti l’impossibile per lui?” oggi questi bambini sono diventati i nostri figli, tutte le nostre madrine diventano una volta ancora madri”.

Carlo e Laura Rolandi, padrini di Anita

Carlo e Laura insieme alla piccola Anita

“Il nostro ritorno a Napoli ci ha trovati con il cuore colmo di tenerezza per tutti i bambini che abbiamo potuto vedere durante il nostro soggiorno a Santo Domingo e ad Haiti. Attraverso le pubblicazioni della Fondazione ci eravamo resi conto dell’opera che avevate intrapreso, ma il poter vedere con i nostri occhi e il poter toccare con mano quanto avete realizzato, e quanto ancora state realizzando, è stato qualcosa di indescrivibile.
Considerate le condizioni di vita per i bambini dominicani e haitiani quello che la Fondazione ha realizzato è un’opera grande, grandissima, che soltanto un’equipe affiatata come la vostra, e diretta con grande amore e capacità da Mariavittoria e Padre Rick, poteva realizzare.

Carlo e Laura in visita alla Casa N.P.H. Kay St. Hélene a Kenscoff, in Haiti

La tenerezza dell’incontro con la nostra “Anita”, il vederla aggrappata alle nostre mani quasi sentisse il calore dei propri familiari, è stato un momento magico che è rimasto radicato nei nostri cuori. Riguardando le numerose foto che abbiamo ripreso abbiamo avuto la possibilità di rivivere i momenti di una settimana intensa di emozioni che stiamo trasmettendo ai nostri figli e nipoti, dividendo con loro il ricordo dei giorni trascorsi con voi.
Grazie ancora per averci offerta la possibilità di constatare de visu quanto la Fondazione Francesca Rava è stata capace di realizzare.

Francesca, Luca,Giulia e Davide Casarini, padrini di Kendy


“Ho aspettato alcuni giorni a scrivere perché le emozioni e le sensazioni provate in questo viaggio mi commuovono e non so se riuscirò ad esprimerle al meglio. In questo viaggio io e mio marito ma soprattutto i miei due figli, Giulia e Davide, abbiamo lasciato un pezzo del nostro cuore. I bambini della casa Santa Ana e in particolare Kendy, suo fratello Saul e le due sorelline ci sono entrate dentro…ci svegliamo la mattina con la voglia di vederli, di sentire le loro voci, insomma, ci mancano terribilmente. Abbiamo passato tre giorni magnifici con loro e nonostante noi parlassimo italiano e loro spagnolo ci siamo capiti benissimo perché ci ha guidato la forza dell’amore.
Ci siamo divertiti in piscina, abbiamo fatto la guerra dei palloncini, giocato e soprattutto riso.

Ogni tanto vedevamo qualche volontario della Fondazione che ci ringraziava per il gesto di far trascorrere al “nostro” bambino e ai suoi fratelli una giornata al mare, ma siamo noi che ringraziamo per questa opportunità che ha cambiato le nostre vite!
Ci è rimasto impresso il volto magnifico e sereno di padre Rick che guardava tutti i bambini con l’amore di un padre in adorazione del proprio figlio.
Grazie a tutti i volontari italiani ed americani che dedicano parte delle loro ferie o del loro tempo ad aiutare i bambini e a farli sentire parte di una Grande e Calorosa Famiglia!

Spero che con l’aiuto di tutti i bambini possano realizzare i loro sogni, perché un euro al giorno a noi non cambia la vita, ma a loro sì.
Gli si dà la possibilità di riscattarsi, di essere migliori dei padri che hanno dovuto o voluto abbandonarli.
I bambini hanno dei progetti importanti, c’è chi vorrebbe diventare architetto, medico, vigile del fuoco…. tutti noi POSSIAMO aiutarli e se pensate che una goccia nell’oceano non possa cambiare il mondo, beh, vi sbagliate perché una vita salvata è la salvezza del mondo intero.

Un forte abbraccio da tutti noi.

Francesca, Luca, Giulia e Davide

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