Cecilia, nostra volontaria in Honduras, ci racconta la sua bellissima esperienza presso la Casa N.P.H. Rancho Santa Fé. Cecilia è amica della famiglia Corneo che con il progetto in memoria della figlia Cilla, Cilla per Haiti, ha portato aiuto a tantissimi bambini haitiani colpiti dal terremoto; il ponte di amore di Cilla si è quindi già esteso anche nelle altre Case N.P.H. grazie alla decisione di Cecilia di dedicare un anno ai bambini NPH.
La mia avventura come volontaria per NPH è incominciata il 1 luglio 2012; sono più di nove mesi che vivo al Rancho Santa Fé e già mi chiedo come farò a lasciarlo fra soli tre mesi. Da tempo desideravo dedicare alcuni mesi della mia vita ad aiutare comunità meno fortunate nel mondo e quando ho avuto l’opportunità di poter trascorrere un anno nella Casa Orfanotrofio in Honduras, sono partita piena di entusiasmo e di emozione.
L’Honduras è un paese poverissimo, pur in una natura splendida e rigogliosa, una miseria di cui è vittima la maggior parte della popolazione ha creato i presupposti di violenze e criminalità varie, compreso il traffico della droga. Tegucigalpa, la capitale, è una città pericolosissima dove le case sono protette dal filo spinato, dove davanti ad una semplice gelateria ci sono due guardie armate di fucile, dove è sconsigliabile portare addosso qualsiasi oggetto che possa attirare attenzione.
In questo contesto il Rancho Santa Fè, Casa NPH dove lavoro come volontaria, a poco più di un’ora dalla capitale, è un vera oasi di pace, di serenità, di sicurezza. E’ una grande tenuta verde con distese di alberi, prati e campi, con una fattoria piena di animali e con tante case (hogar) che ospitano tutte le attività del centro NPH.
Io mi occupo principalmente dell’ufficio Padrini e quindi sono in grado di sentire, attraverso le numerosissime lettere, il flusso di amore che dal mondo arriva in Honduras e che da questo paese si distribuisce, forse moltiplicato, in tutti gli altri paesi dove vivono i Padrini dei nostri “Pequenos”.
Ed è proprio questo Amore il protagonista del mio vivere qui ora. L’amore che con immensa gioia trasmetto ogni giorno a questi bambini attraverso i miei gesti, le mie attenzioni per loro e la mia presenza costante. Li aiuto con i loro compiti e le interrogazioni del giorno dopo, lavo i piatti con loro, quasi tutte le sere gli leggo alcune favole, a volte gli racconto dei miei viaggi in giro per il mondo. Spesso mi chiedono della vita dall’altra parte dell’Oceano ed io con un sorriso comincio a raccontare contornata da grande curiosità e tanti occhi spalancati che mi guardano. Percepisco chiaramente il dramma più grande di questi bambini:prima di essere accolta in NPH sono stati maltrattati ed abbandonati proprio dalle persone che avrebbero dovuto prendersi cura di loro e dargli amore. Possono sentire l’affetto che ho per loro e lo ricambiano, ciascuno a suo modo, chi é più affabile e chi mi si avvicina quando meno me l’aspetto per abbracciarmi.
L’Amore che tutti questi piccoli figli di drammi e tragedie sanno darmi ogni giorno con i loro sorrisi, i loro abbracci caldi e sinceri, le loro voci festose e felici è immenso. Nella Casa NPH in Honduras i bambini hanno trovato pace, sicurezza, un pasto dignitoso, una casa, il rispetto, un’educazione scolastica e tanto affetto.
E’ incredibile quanto io abbia imparato da loro, dalla loro giovane, dolorosa ma anche solare saggezza. Ero venuta qui, forse, per me, per capire, ora sono qui per loro. Uno dei valori che questo Centro ha saputo trasmettere a questi bambini è il senso della condivisione, per cui tutti aiutano tutti, i più grandi si improvvisano papà dei più piccoli e non è raro vedere alcuni che danno una parte del loro cibo ai più affamati e tutto con il sorriso sulle labbra. Che differenza dalla nostra Italia, mi vengono in mente i bambini che al supermercato fanno il diavolo a quattro per il pacchetto di caramelle in più. Qui ti sono grati solo per un semplice sorriso e magari una carezza. Quante cose mi hanno insegnato!
Loro sono puliti e ordinati e tengono in ordine orgogliosamente le loro poche cose. Le bimbe si pettinano ogni giorno, con l’aiuto delle educatrici, con ciuffetti e nastrini in maniera simpaticamente vezzosa. Perché questa è un’altra cosa che hanno imparato: prima di tutto avere rispetto della propria persona, anche fisica.
Tra le tante cose meravigliose di questo posto, apprezzo l`opportunità che questo luogo ti dà di apprendere cose nuove; i tempi sono molto più lenti e c’è molto più tempo da dedicare ai rapporti umani. E’ sicuramente necessaria una certa apertura mentale per poter capire ed apprezzare alcune sfumature della vita qui in Honduras, ma è davvero incredibile la quantità di cose che puoi imparare da questi bambini e dal loro modo di vedere “il mondo”.
Il mio lavoro qui non si limita però a quello svolto nell’ufficio padrini, siamo un ventina di volontari che vengono da tutte le parti del mondo : Stati Uniti, Spagna, Germania, Austria, persino dalla Nuova Zelanda e un’italiana….io. Il lavoro è tanto, i bambini sono circa 500 e le educatrici honduregne hanno bisogno di aiuto ogni giorno: avvenimenti vari, cerimonie, compleanni e tanti altre attività per rendere speciale la vita di tutti i giorni al Rancho di questi bimbi. A volte li accompagniamo con i pullman di NPH in qualche parco divertimenti, altre, con mille precauzioni, anche in città per una pizza o un dolce come in ogni famiglia.
Alla mattina, quando i bambini sono a scuola, il Rancho sprofonda in un silenzio irreale, si sente solo il cinguettio degli uccelli e a volte il vento tra gli alberi, poi di colpo, finite le lezioni, si sentono le voci festose dei bimbi e il loro correre. Quando sento quelle voci vicino al mio ufficio, corro fuori per abbracciarli e chiacchierare un po´ con loro. Quelle voci, quei volti rimarranno nel mio cuore per il resto della mia vita e il mio amore li seguirà sempre.
Una delle ragioni per cui ho deciso di intraprendere questa avventura era perché sentivo che volevo recuperare il senso delle cose. Gioire per quello che ho perché troppo spesso ci dimentichiamo delle mille benedizioni che abbiamo nella nostra vita; siamo solo intenti a criticare e a pretendere di più.
Nella nostra realtà siamo troppo presi da mille cose per soffermarci sulle cose veramente importanti che abbiamo come la fortuna di avere come una famiglia che ci ama, tanti amici e persone care. Venendo qui ho capito tante cose e mi sono resa conto dell’enorme ricchezza umana che tutti noi abbiamo nelle nostre vite. Non dimentichiamocela mai e impariamo a sorridere di più.
Cecilia


























